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BENEDETTO BUGLIONI
(Firenze 1459/1460 - 1521)

Cristo Redentore
1510/1520 circa


Busto in terracotta
56 x 50 x 23 cm

Il busto è stilisticamente dipendente dal Cristo in bronzo per il gruppo dell’Incredulità di san Tommaso (1467-1483) di Andrea del Verrocchio in Orsanmichele a Firenze, dal quale si affranca però in una autonomia creativa che lo differenzia in vari aspetti da altri modelli verrocchieschi del tempo, emergendo per la spiccata dimensione introspettiva e per l’interpretazione plastica dei lineamenti più tenera e dolce, come anche per la modellazione dell’acconciatura sinuosa ma fluida.
Dettagli che, sommati alla tipologia accollata delle vesti ed alla scelta di un panneggio più compatto, permettono di includere questo Redentore in un gruppo piuttosto coerente di esemplari meno riconoscenti verso il prototipo di Verrocchio: collezione Klewer a Berlino; Museo Nazionale di San Matteo a Pisa; un altro già in collezione Loeser, ed in ultimo, per la presenza di un affine cherubino sulla veste, quello della Chiesa di San Silvestro a Barberino del Mugello - plausibilmente in questo caso opera di Agnolo di Polo -.
Decisiva nell’attribuzione del busto in esame è la stringente somiglianza con un altro esemplare, in questo caso invetriato, recentemente transitato sul mercato e ricondotto da Giancarlo Gentilini a Benedetto Buglioni grazie al tipo di invetriatura; le somiglianze stilistiche fra le due opere permettono di attribuire con certezza all’artista il Cristo Redentore  in esame, come peraltro conferma anche lo stesso Gentilini.
La vicinanza della terracotta a tre lavori del Buglioni posti fra il primo ed il secondo decennio del secolo (San Giovannino, Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld; Madonna col Bambino e Santi, Rijksmuseum di Amsterdam; Madonna in trono tra i santi Anselmo, Domenico, Francesco, Maria Maddalena, Museo della Collegiata di Empoli), ci inducono a datare anche il busto che qua si discute allo stesso periodo, anche in relazione al già menzionato, netto “distacco” stilistico, e presumibilmente anche cronologico, dal modello verrocchiesco di cui il nostro Cristo è efficace testimone.


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